ARREDI IN GIARDINO di Eddi Volpato

Il giardino non è solo fatto di piante. E’ fatto di materiali e di oggetti che lo completano. Penso ad esempio ai mattoni che si usano per  delimitare le aiuole o pavimentare zone di sosta e sentieri di passaggio.

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Vecchi mattoni  sono usati per pavimentare una zona di sosta

Mi vengono in mente  le pietre usate per il giardino roccioso.

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il giardino roccioso usa le pietre come elemento di arredo

Altre, invece, collocate ad arte   possono sorprendere  chi si aggira tra i sentieri e le aiuole. Bisogna essere attenti osservatori per individuarle e lasciarsi attirare da qualche forma strana.

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Ammonite fossile

Da questo punto di vista se qualche bambino visita i vostri giardini non se le farà di certo sfuggire.

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Conchiglia fossile

Nel mio giardino spesso trovo conchiglie fossili che piazzo poi qua e là lungo i sentieri.

Arredare il giardino è ovviamente frutto di un gusto personale ma è molto facile passare dal sobrio al kitsch. Comunque non dimentichiamo che il nostro giardino deve in primo luogo piacere a noi e non a chi eventualmente lo viene a visitare.

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Vaso di manifattura toscana

Io ad esempio lo vorrei pieno di  vasi.  I vasi di cotto mi piacciono tantissimo e li piazzerei dovunque. Non sempre sono necessari, ma sono così belli che a volte è difficile riuscire a rinunciarvi.  Una volta comperati bisogna pur piazzarli da qualche parte, se sono troppo grossi e il giardino piccolo non sarà facile. Certamente sono la soluzione migliore rispetto alla plastica e al cemento.  Hanno un sacco di vantaggi ma anche qualche svantaggio. Nelle zone in cui gli inverni sono particolarmente freddi, con temperature sotto lo zero e gelate frequenti,  possono facilmente fessurarsi o sgretolarsi. Dipende molto dal materiale con cui sono prodotti. I vasi toscani, usano crete che hanno un elevato grado di resistenza al gelo. Ma ovviamente sono anche molto costosi. Io cerco di risolvere il problema spostandoli. In inverno li raccolgo in una zona riparata dove l’acqua non li può bagnare. E’ un lavoraccio. Ma in questo modo non si rovinano col gelo.

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Antico  vaso  in parte riparato

Altro svantaggio è che se le  piante sono  troppo alte i vasi possono cadere quando c’è vento e quindi rompersi. A me è capitato più di una volta.

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Vaso stampato con disegni in rilevo

Se si rompono in due o tre pezzi si possono rimettere insieme facilmente. Conviene tentare la riparazione prima di buttare via tutto. Basta usare del silicone trasparente facendo aderire bene le parti rotte. Ci si può aiutare con del filo di ferro da stringere attorno al vaso. magari sotto il bordo, in modo che risulti  poco visibile. In questo modo le parti non si staccheranno più. Comunque, quando il silicone si sarà asciugato ben bene,  il filo di ferro si può togliere tranquillamente.

Il mercato offre una scelta vastissima e si va da   pezzi semplicemente stampati, lisci o lavorati,  a vere e proprie opere d’arte frutto del lavoro di abili artigiani. Certo i costi sono molto differenti.

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Vasi con stampa in rilievo

Ma di cotto non ci sono solo i vasi per il giardino c’è tanto altro.

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Cantapioggia

Come ho già detto lasciatevi guidare dalla vostra sensibilità dal gusto ma non esagerate. Il giardino non deve essere un’esposizione di pezzi di arredo. Spesso sono i piccoli dettagli che fanno la differenza e rendono tutto gradevole.

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Putto in cotto toscano

 

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CLEMATIS ARMANDII : bella e quasi impossibile di Eddi Volpato

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Chi prova a piantare questa clematide  nel proprio giardino non ne potrà più fare a meno. La sua fioritura spettacolare è  irrinunciabile. A fine marzo (nella mia zona) si copre di una nuvola di corolle bianchissime. La pianta è molto vigorosa, quando trova la sistemazione adatta, vegeta tantissimo e si arrampica ovunque.  Sul Lago Maggiore ne ho vista una che ricopriva l’intera facciata di una casa. Decine di metri quadri. Meravigliosa.

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Purtroppo è anche  un po’ dispettosa.  Sarà vanità? Sarà che vuole farsi desiderare. Il fatto è  talvolta, dopo la sua straordinaria fioritura,  la pianta muore, più o meno all’improvviso. A me è già capitato alcune volte. So che a molti è capitato.  Probabilmente dipende dalle condizioni di impianto non adatte. Tutte le clematidi sono abbastanza esigenti da questo punto di vista. Non si adattano così facilmente al luogo in le vogliamo far crescere.

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Dopo vari insuccessi le ho comunque ripiantate.  In genere sono abbastanza costose. Ma io ne ho trovate alcune a buon mercato presso un vivaio locale. Erano veramente brutte. Le foglie tutte secche e nere. Ma avevo notato delle gemme incredibilmente vigorose. Malgrado l’aspetto non invitante le ho comperate lo stesso. Le ho relegate in un angolo buio e dimenticato. Nascoste dietro altri arbusti. Le clematidi amano avere il piede all’ombra. Sono passati alcuni anni  e spero che il periodo critico sia stato superato. Ovviamente non mi faccio illusioni. Non bisogna mai dare nulla per scontato.

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La prima l’ho piantata dietro un glicine. Il piede quindi è perfettamente nascosto. La pianta si è arrampicata su di esso. Adesso il glicine è spoglio e quindi la clematide risalta con la sua fioritura. Fra poco, quando il glicine comincerà a far spuntare le foglie, la coprirà completamente. Mi sembra stiano bene insieme.  Ormai la clematide sta crescendo a dismisura e ha superato abbondantemente la pianta che la sostiene e si sta allargando  contro il muro della casa.

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La seconda è collocata dietro una siepe di alloro. Piede assolutamente all’ombra e mai raggiunto dai raggi del sole. Si è arrampicata sull’alloro e adesso la sua ricchissima fioritura spicca  contro il verde scuro che fa da sfondo.

Dopo la fioritura qualche ramo della clematide  secca sempre  ma altre parti invece si sviluppano in modo quasi invadente. Probabilmente la pianta si muove per cercare le zone dove sta meglio disdegnando altre parti che le piacciono di meno.

Ellebori

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Sarà che quest’anno  gli ellebori hanno avuto una fioritura straordinaria, sarà che è passato un po’ di tempo dall’ultimo post, il fatto è che oggi mi è venuta voglia di scrivere e condividere qualche considerazione su queste piante.

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Mi hanno sempre creato dei problemi gli ellebori. Probabilmente perché, per qualche tempo, non sono riuscito a trovare la collocazione giusta. Li ho spostati di qua e di là per il giardino ma sempre con risultati scadenti. Ho sempre cercato posti molto ombreggiati. Probabilmente troppo. Allora ho deciso di scegliere un’esposizione più luminosa. Sembrava un sacrilegio per queste piante che amano il fresco. Invece finalmente è stata la scelta vincente. Ci voleva tanto? Da allora sono diventati sempre più belli e prosperosi. La posizione è sotto un tiglio. In inverno e primavera si trovano quindi in pieno sole. Quando gli ellebori hanno dato il meglio di sé, il tiglio inizia a sviluppare l’apparato fogliare e li ombreggia da Sud con la sua chioma.

Quando parlo di ellebori mi riferisco sia all’Elloborus niger sia agli orientalis. Il primo fiorisce in pieno inverno, anche sotto la neve. Gli altri adesso, cioè  da febbraio a metà aprile, nella mia zona.

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Affascinato dai colori degli orientalis ne ho comperato qualcuno in un giardino ligure dedicato a queste piante. Non avevo mai visto così tanti ellebori e così tante varietà. I cataloghi di semi infatti ne propongono una grande varietà con colori che vanno dal tenue rosa quasi bianco al nero. Ho quindi deciso di provare a riprodurli da seme. Ho ordinato alcune bustine in un mix di colori. Cottage garden mix.  Non è nato nulla. I vasetti sono quindi rimasti abbandonati  e ignorati, in un angolo del mio piccolo vivaio, per un anno,  stavano per essere buttati. Soprattutto per pigrizia non l’ho fatto.  Sono passati due inverni con  in mezzo un’estate torrida ma al sopraggiungere della primavera con mia grande sorpresa  sono spuntate le nuove piantine. Mi sembrava impossibile. All’inizio non ci credevo e non capivo se si trattasse davvero di ellebori,  però, allo spuntare delle seconde foglioline ne ho avuta la certezza.  Effettivamente avevo letto che i semi di queste piante germogliano un po’ quando ne hanno voglia, ma non pensavo ci volesse così tanto tempo. Li ho coccolati, protetti dalle chiocciole e finalmente portati in giardino dove adesso fioriscono in modo meraviglioso. Sono ormai due anni che la loro fioritura mi sorprende e mi piace. Per questo adesso li apprezzo sempre più.

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Mi piacciono talmente tanto che non ho avuto voglia di tagliare i fiori ormai secchi a fine stagione. Li ho lasciati sulla pianta e mi sono limitato a tagliare le vecchie foglie.  Con mia grande sorpresa la scorsa primavera ho visto che  le piante adulte erano circondate da centinaia di piccole piantine nate evidentemente dai semi lasciati cadere dai fiori che non avevo eliminato.  Evidentemente la posizione favorevole ha consentito ai semi di germogliare molto velocemente rispetto alle mie esperienze precedenti. Purtroppo molte di queste piantine con i primi caldi sono sparite.  Le poche rimaste le ho quindi subito trapiantate in vaso per proteggerle ed evitare che anch’esse  facessero una brutta fine.  Ormai è passato un anno, sono cresciute abbastanza  e qualche giorno ho pensato che fosse il momento giusto per trasportarle in giardino e  allargare così lo spazio a loro dedicato. Ovviamente sono un giardiniere insaziabile. Adesso vorrei ellebori dappertutto.

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Infatti anche questa primavera sono spuntati centinaia e centinaia di piccoli ellebori. Anche se sono piccoli ne ho spostati un bel po’ in vaso. Ho voluto evitare di perderli di nuovamente.

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Ovviamente vedo già ellebori sparsi dovunque ma forse non è il caso di esagerare. Anche gli ellebori sono quindi entrati nella lista delle piante di cui non potrei più fare accanto ad aquilegie, euphorbie e tante altre. Una lista che si allunga sempre più e fa riacutizzare sempre più la passione.

 

 

 

Lofoten: invito al viaggio

Testo di Eddi Volpato

Foto di Maria Francesca Volpato

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 A Tromso nel primo pomeriggio

Questa volta non voglio farvi entrare in un giardino botanico e neppure in un giardino; il mio è un invito al viaggio. Un itinerario in mezzo alla natura, una natura selvaggia e aspra se ci capitate in pieno inverno. Del resto buona parte dei post che ho scritto per il nostro blog sono inviti a partire. Inviti a scoprire luoghi poco conosciuti o conosciuti da pochi. Luoghi svelati, parafrasando il titolo del nostro libro.

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Le renne allevate dai Sami a Tromso

Il viaggio occupa un posto importante nella mia vita. I miei viaggi restano momenti unici e indimenticabili. Hanno riempito la mia vita di emozioni e sensazioni che rivivono ogni volta che vedo immagini dei luoghi in cui sono stato.

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In viaggio verso Andenes

Questo post  vuole essere un invito a partire per raggiungere  un luogo  mitico: le isole Lofoten.  Si trovano a qualche centinaio di chilometri sopra il Circolo Polare Artico  e costeggiano la Norvegia. Per chi ama la natura, questo è un viaggio che vi appagherà totalmente con i suoi paesaggi mozzafiato. Potreste partire dubbiosi ma tornerete sicuramente entusiasti.

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In viaggio lungo un fiordo

In inverno  le Lofoten possono offrire sensazioni uniche. Se ci si capita nel periodo giusto si potrà provare l’ebbrezza di vedere l’aurora boreale, sicuramente uno degli spettacoli più strani che questi luoghi possano offrire, ma anche uno dei fenomeni più suggestivi che la natura può produrre. In pieno inverno non sarà facile restare indifferenti di fronte allo spettacolo di una notte che dura quasi ininterrottamente per 24 ore con un piccolo squarcio a mezzodì. Solo provandole si possono assaporare le sensazioni che derivano dal trovarvi sempre al  buio anche a mezzogiorno. Che dire poi se il buio della notte è illuminato dallo spettacolare fenomeno dell’aurora boreale che però, avendo una ciclicità di 11 anni, è ben visibile solo in alcuni periodo di questo ciclo legato all’attività del Sole.

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In viaggio verso Svolvaer

Il viaggio si snoda a partire  da Tromsø  da cui si può raggiungere  Andenes all’estremo nord dell’arcipelago, prosegue poi  per Svolvaer,  bellissima e  si conclude  a Bodo all’estremo sud. Ci si sposta comodamente in traghetto da una località  all’altra. Tromsø e Bodo sono servite da numerosi voli giornalieri che partono da Oslo.

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In viaggio verso Svolvaer

Questo post non è una guida per il viaggio ma una semplice galleria fotografica che vuole suscitare suggestioni.

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In viaggio verso Svolvaer

Lascerei quindi alle  immagini  il compito di svelare in parte  la bellezza di questi luoghi e far nascere in voi la voglia di partire al più presto.

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Il rarissimo fenomeno del cielo madreperla

La voglia di partire……

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Svolvaer

 

A ZONZO PER GIARDINI SUL MONTE BIANCO

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Foto da wikipedia ( purtroppo il servizio fotografico che ho fatto è andato perduto)

Testo di Eddi Volpato

Paesaggi mozzafiato, vertigini, giardino.

Sono gli ingredienti di una giornata che prima o poi è da mettere in cantiere nella nostra lista di itinerari programmati  per visitare giardini botanici, aggiungendo però al piacere per la ricerca del verde un pizzico di emozione.

Può sembrare strano che a gennaio venga voglia a qualcuno di parlare di giardini botanici, soprattutto di giardini botanici alpini.

Eppure in questi giorni mi ritornano spesso in mente gli orti botanici che ho visitato, quelli di cui ho scritto e quelli di cui invece avrei ancora voglia di parlare. Tra questi il giardino alpino di Saussurea.

Penso siano due i motivi che mi spingono a riprendere il percorso iniziato nei mesi scorsi senza aspettare l’arrivo della stagione favorevole.

In primo luogo perché questo è un giardino molto speciale. Situato alle pendici del Monte Bianco  è raggiungibile comodamente in funivia lungo un tragitto che porta ad ammirare alcuni dei luoghi più belli del pianeta.  Poi mi piace pensare a questo prezioso luogo che ora è coperto da metri  di neve. Le piante in riposo vegetativo sono in attesa del risveglio. Un risveglio che però deve attendere ancora tantissimi mesi.

E’ poi cosa c’è di più stimolante nel pensare a nuove mete di viaggio per il prossimo anno? E’ bello, in questi mesi sognare  luoghi che ci piacerebbe visitare. Quindi perché non progettate una puntatina a questo bellissimo giardino?

Ci dobbiamo spingere alle pendici del Mondo Bianco dove, utilizzando la nuovissima funivia skyway, è possibile salire fino a 3300 m e godere di uno degli paesaggi più belli al mondo. Non a torto la funivia è definita l’ottava meraviglia del mondo.

E’ nuovissima ma già più di 40 anni fa la vecchia funivia consentiva di salire sul Monte Bianco  e godere di una vista spettacolare sui ghiacciai. Già allora questo luogo era considerato una delle meraviglie della Terra a detta del National Geographic.

A metà della nostra salita si trova il giardino di Saussurea, la meta del nostro viaggio alla ricerca dei giardini botanici. Il viaggio inizia a Entrèves, pochi chilometri dopo Courmayeur. Quota 1100.  Qui si trova la stazione di partenza dello Skyway. Il primo tratto porta in pochi minuti  a  quota 2300 m. Qui ci si può prendere una sosta e visitare il bellissimo giardino botanico alpino.

Incorniciato dalle splendide cime che coronano il Monte Bianco è uno dei giardini alpini posto a più alta quota. Giardino di alta montagna che raccoglie non solo esemplari delle Alpi ma anche piante provenienti da varie parte del mondo. Il giardino è ricchissimo. Molto diverso dal giardino alpino di Lautaret di cui ho parlato in un precedente post. Qui tutto è molto più raccolto. Non ci sono le vaste distese fiorite, però girovagare tra i sentieri, scoprire le rarità presenti non sarà meno entusiasmante. Una parte del giardino è roccaglia pura, fiorita con migliaia di varietà vegetali. Le piante con i colori più accesi sono quelle che colpiscono di più. Qui ad agosto ci sono ancora  le peonie fiorite. Buona parte del giardino è coperta da rododendri.

Terminata la visita è possibile ritornare a valle a piedi. Il percorso dura circa due ore e richiede ovviamente un’attrezzatura adeguata. Se invece si vuole provare l’ebbrezza dell’alta quota, ma soprattutto il piacere di paesaggi unici e stupefacenti conviene percorrere l’ultimo tratto della funivia per salire a punta Helbronner. Lì il Monte Bianco sembrerà  a portata di mano ma soprattutto è la vista sui ghiacciai che lascerà senza fiato.

Quindi cosa ci può essere di più entusiasmante nel programmare un viaggio che preveda di salire in alta quota in uno dei luoghi più belli del pianeta.

 

 

LE EUPHORBIE: PIANTE DA SCOPRIRE da Eddi Volpato

Qualche tempo fa in un precedente articolo avevo scritto che da tantissimi anni  sono appassionato di aquilegie. Le ho coltivate e  me ne sono invaghito a tal punto che ne ho introdotte  il più possibile nel mio giardino. Da qualche anno sono state scoperte e lanciate sul mercato da quasi  tutti i vivaisti che si occupano di perenni erbacee, le propongono sempre in maggior quantità   e sono diventate, sicuramente, le protagoniste indiscusse e affascinanti  delle fiere primaverili di giardinaggio. Chi non le conosce ormai? Chi non le vuole coltivare?  Sono troppo belle per poterne fare a meno.

Ma esistono ancora varietà di piante, poco conosciute, da scoprire per le loro qualità e tali da poter diventare le nuove star dei nostri giardini? Voglio azzardare un pronostico. Direi di sì e secondo me sono le Euphorbie. Quanti le conoscono e quanti ne apprezzano le qualità? Eppure, una volta fatta la loro conoscenza, vi assicuro, che non ne potrete più fare a meno.

Mi sono ripromesso  da tempo di scrivere un articolo su queste piante. Poco presenti per il momento nelle mostre florovivaistiche, anche in quelle più esclusive. Farete sicuramente fatica a trovarle esposte negli stand dei vivaisti.

A dire il il vero di euphorbie ne esistono infinite specie. Quelle che vi voglio proporre  sono però varietà particolari, molto rustiche, adatte ad un giardinaggio a bassa manutenzione ma capaci di dare grandi soddisfazioni.

Come dicevo ne esistono tantissime  e non è questa la sede per elencarle tutte. Io qui vorrei presentarne  solo alcune, quelle che mi piacciono di più e che ho collocato qua e là nel mio giardino. I loro pregi? Tantissimi e non da poco. Molto rustiche, quindi resistenti ai rigori invernali e  alla siccità, non richiedono cure particolari se non qualche potatura occasionale, infine sono belle tutte l’anno cambiando aspetto al variare delle stagioni. Belle in inverno, in primavera in estate e anche in autunno.

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Eupphorbia spinosa ed Euphorbia Myrsinites ( da UN SEGRETO ORTO FIORITO)

Partiamo con  due  specie che ospito da poco  nel mio giardino roccioso. La Euphorbia spinosa e la Euphorbia myrsinites. Molto diverse tra di loro.  La prima, al centro nella foto, ha una bellissima fioritura estiva e forma un  cespuglio a cuscino molto denso e compatto , alto dai 30 ai 40 cm. Veramente grazioso. La si trova  frequentemente aggrappata alle rocce sulle scogliere della liguria. Pianta mediterranea di clima secco e arso vive bene anche nei climi rigidi della Pianura Padana.  Non passa inosservata la sua bellezza. In basso a sinistra l’Euphorbia myrsinites. Strisciante si presta ad essere usata su un bordo leggermente rialzato da cui potrà ricadere in modo molto elegante.

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Euphorbia rigida ( da UN SEGRETO ORTO FIORITO)

L’Euphorbia rigida ha un aspetto molto simile alla precedente. Anche essa a volte ha un portamento prostrato ma in genere forma un bel cespuglio denso e compatto. Come tutte le euphorbie citate in questo articolo non necessita di alcuna cura salvo la potatura dei rami che hanno prodotto fiori. Questo favorisce la produzione di nuovi rami. La mia arriva da Masino, per puro caso ho trovato questa specie che cercavo. Un solo esemplare in tutta la mostra.

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Euphorbia corallioides ( da UN SEGRETO ORTO FIORITO)

Una delle mie favorite è la E. corallioides. Splendida pianta che non mi è mai capitato di vedere nelle varie mostre di giardinaggio. Eppure è una varietà incredibilmente bella. La sua splendida fioritura consente di creare un punto focale che attira sempre l’attenzione. Chiunque la vede nel mio giardino ne vuole assolutamente una  per il suo. Dopo la fioritura si può potare alla base e  nel giro di poco tempo riacquista l’aspetto precedente al taglio.  Se la si lascia indisturbata perde lentamente le foglie in estate per far emergere il colore rosso corallo degli steli. Unico neo,  molto invadente, ve la  ritroverete nata da seme in ogni angolo. Nonostante questo io la considero irrinunciabile.characias-1

Euphorbia characias ( da UN SEGRETO ORTO FIORITO)

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Euphorbia characias

Veniamo alla celebrità tra le euphorbie, la E. Characias. E’  l’unica specie che  si può trovare senza troppa fatica nelle mostre di giardinaggio. Bella tutto l’anno sia quando fiorisce, sia quando la fioritura finisce. Imponente e affascinante.  Usatela a piene mani. E’ una presenza amica nel giardino. Non richiede cure. Da molti è ritenuta non longeva. Però rinasce volentieri da semi anche se in modo molto discreto. Se la introducete nel vostro giardino non ne farete più a meno. Ne esistono molte varietà tutte bellissime.